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Chi sono le città della memoria?

 
BOLZANO-BOZEN
NOVA MILANESE (Monza e Brianza)
BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo)
COSTERMANO (Verona)
CUCCIAGO (Como)
MERAN/O
PESCANTINA (Verona)
SINALUNGA (Siena)

    
BOLZANO-BOZEN
105.000 abitanti circa

Nel territorio del Comune di Bolzano ebbe sede uno dei quattro Lager nazisti di transito organizzati in territorio ora italiano. Gli altri si trovavano a Fossoli di Carpi, Trieste e Borgo San Dalmazzo.

Il "Polizeiliches Durchgangslager" di Bolzano aveva sede in un deposito militare, già fascista, sito nel quartiere di Gries; esso fu attivo dalla tarda primavera del 1944 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Vi furono deportati più di 11.000 civili, arrestati in maggior parte per motivi politici (partigiani, rastrellati, scioperanti, semplici sospettate); vi erano anche prigionieri arrestati per motivi "razziali" (ebrei, sinti e rom) e come ostaggi familiari. Circa 3.500 deportati da Bolzano furono poi avviati in 13 Transporte nei Lager di Mauthausen, Flossenbürg, Dachau, Ravensbrück, Auschwitz.

I deportati del Lager di Bolzano furono obbligati al lavoro schiavistico sia dentro il Lager sia nei campi che da esso dipendevano, in più località della odierna provincia di Bolzano.

Dal 1995 la Città di Bolzano / Archivio Storico ha dato avvio al progetto "Storia e Memoria: il Lager di Bolzano" che ha come obiettivi principali la raccolta di videotestimonianze di ex deportati, la realizzazione e la comunicazione di ricerche, la disponibilità a collaborare con enti e uffici che svolgano opera di memoria relativa a Bolzano (ad esempio la collaborazione con la Procura militare di Verona per il processo a Michael Seifert nel 1999/2000), l'organizzazione di visite guidate ai luoghi della deportazione, l'attenzione al sito dell'ex Lager - per il muro, unico elemento superstite del Lager, è stata avviata e portata a termine la procedura di tutela storica nel 2003. Gran parte delle attività sono state ideate e condotte con il Comune di Nova Milanese / Biblioteca civica popolare.

NOVA MILANESE (Monza e Brianza)
22.000 abitanti circa

Il Comune di Nova Milanese da più di 20 anni è impegnato nel Progetto "…. per non dimenticare", imperniato sui temi della memoria della resistenza antifascista antinazista e della deportazione civile.

Dal 1996 i due comuni di Nova Milanese e di Bolzano hanno avviato una collaborazione per la realizzazione di videotestimonianze ad ex deportati civili dei Lager nazisti (progetto "Testimonianze dai Lager") che ha portato a formare con più di 200 videointerviste parte dell'Archivio audiovisivo della memoria. Con 48 delle testimonianze è stato realizzato nel 2000/2001 un progetto per RAI Educational, che ha prodotto il sito internet www.testimonianzedailager.rai.it e 10 trasmissioni per la televisione RAI nazionale.

Un rapporto privilegiato lega da anni il comune di Nova Milanese al mondo della scuola, per il quale sono stati elaborati percorsi di visita nei Lager nazisti italiani e d'oltralpe, nonché numerose videoproduzioni con interviste a deportati.

BORGO SAN DALMAZZO (Cuneo)
11.200 abitanti circa

Nel territorio del Comune di Borgo San Dalmazzo ebbe sede uno dei quattro Lager nazisti di transito organizzati in territorio ora italiano. Gli altri avevano sede a Fossoli di Carpi, Trieste e Bolzano.

Il Lager di Borgo San Dalmazzo aveva sede in una caserma degli Alpini, e fu in attività fra il settembre 1943 e il febbraio 1944. Vi furono deportati circa 350 civili ebrei provenienti dal vicino paese di St-Martin-Vesubie, sito in Francia. Di essi solo una ventina sopravvisse alla deportazione.

Il Comune di Borgo San Dalmazzo ha inaugurato nell'aprile 2006 un memoriale presso la stazione ferroviaria, luogo simbolo dei Transporte verso i Lager d'oltralpe.

COSTERMANO (Verona)
3.000 abitanti circa

Nel territorio del Comune di Costermano si trova il Cimitero Militare Tedesco.

Esso è amministrato dall'ente germanico che cura tutti i cimiteri militari con sede a Kassel (Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge), detentore anche dell'archivio contenente dati personali e storici delle circa 22.000 salme che qui riposano. In buona parte coloro che sono sepolti nel Cimitero di Costermano sono morti durante l'occupazione nazifascista (1943-1945).

Il Comune di Costermano intende promuovere, d'intesa con l'ente germanico e con le città partners del Progetto Intercomunale "Città della Memoria", progetti di conoscenza e di visita al cimitero da offrire alle scuole, individuando percorsi storici relativi alle attività e ai luoghi di operazione di parte dei soldati sepolti.

CUCCIAGO (Como)
3.200 abitanti circa

La storia del Comune di Cucciago è da sempre condizionata dalla sua posizione geografica che lo vede lungo una delle vie che portano in Svizzera.

A Cucciago tra il settembre 1943 e la fine della guerra operavano i cosiddetti "passatori di confine" che scortavano verso la Svizzera militari e civili in fuga, in massima parte ebrei. Nel paese era attivo un centro di raccolta clandestino, organizzato in un'osteria, in contatto con il gruppo locale del Comitato di Liberazione Nazionale, anch'esso clandestino.

Per documentare questa memoria il Comune ha realizzato un video con testimonianze di cittadini che hanno vissuto gli anni 1943 - 1945 in prima persona.

MERAN/O (Bolzano-Bozen)
33.700 abitanti circa

Nel territorio del Comune di Merano fu allestito uno dei campi dipendenti dal "Polizeiliches Durchgangslager" di Bolzano. Esso era situato nel quartiere di Maia Bassa (Untermais), in una caserma presso l'omonima stazione ferroviaria. Di questa caserma esiste oggi il muro di cinta, per la tutela del quale il Comune di Merano ha avviato richiesta di imposizione di vincolo di tutela storica.

Il Comune di Merano ha avviato un gruppo di lavoro che ha lo scopo di raccogliere materiali per creare una mostra sulla città, dal titolo di "Arrivi e partenze".

PESCANTINA (Verona)
12.400 abitanti circa

La posizione geografica di Pescantina lungo la direttrice ferroviaria e stradale del Brennero e la sua vicinanza a Verona, divenuta tra il settembre 1943 e la fine della Seconda guerra mondiale roccaforte militare e amministrativa della presenza nazista in Italia, ne hanno condizionato la storia.

Nella stazione di Balconi di Pescantina dall'estate del 1945 e fino al 1947 sostarono, in arrivo dal nord, le tradotte che riportavano in Italia le migliaia di internati militari, di deportati civili e lavoratori sfuggiti alla morte in Germania. Le due più grosse stazioni ferroviarie di Verona Porta Nuova e di Verona Parona infatti erano state rese inutilizzabili dai bombardamenti.

Nacque così proprio a Balconi un movimento volontario e gratuito di aiuto ai rimpatriandi, in maggioranza femminile, dal quale ben presto si sviluppò il Centro assistenza rimpatriandi o CAR. Il CAR di Balconi diede cure e ricovero a circa 700.000 cittadini italiani che rientravano dalla Germania.

A motivo della grande e disinteressata opera di aiuto e assistenza profuso dal CAR di Balconi, il Comune di Pescantina fu insignito nell'aprile 2007 della medaglia d'oro al merito civile, consegnata dal capo dello stato.

SINALUNGA (Siena)
13.000 abitanti circa

Nel Comune di Sinalunga il 1° luglio 1944 furono uccisi da militari tedeschi due uomini che erano stati sequestrati dal paese e trasportati in località "Macchiaie", sulla strada Rigaiolo-Trequanda. Dopo avere lavorato per l'intera giornata alla preparazione di piazzole per uso bellico, i due uomini furono fucilati. Essi erano
Alduino Grazi di 47 anni e Pasquale Moscadelli di 48 anni.

Nello stesso giorno, altri militari nazisti, giunti all'imbrunire in località "Castelletto", fecero uscire dalla loro casa colonica un contadino con i suoi due figli (una giovane di 20 anni ed il fratello), facendo fuoco.
Il ragazzo, Ottorino Zappalorto, non raggiunto dalla prima raffica di mitraglia, si salvò fuggendo in un bosco vicino, mentre la sorella ed il padre furono fucilati.
I loro nomi erano: Pietro Zappalorto di 47 anni, e Faustina Zappalorto di 20 anni.

L'amministrazione comunale di Sinalunga sul tema della memoria nel corso degli ultimi anni ha istituito un assessorato alla memoria, ha avviato la richiesta di medaglia al valore civile in memoria dei quattro concittadini uccisi, ha realizzato un film documentario con testimonianze dei partigiani locali, promuovendo al contempo frequenti incontri con gli studenti delle scuole medie inferiori.

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