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Cod. 140 - lo "Stadtbuch" (Liber iurium) di Bolzano

Cod. 140 ("Stadtbuch"), fol. 76' (Apri l'immagine jpg, 3,256 Kilobyte, 3594 per 4629 pixel)

Privilegio di Rodolfo IV d'Asburgo per la città di Bolzano del 1363 sett. 29 (copia vidimata saec. XV/2)

 

La forma scritta nella realtà urbana. L'esempio di Bolzano

di Hannes Obermair


Anche a Bolzano una forma scritta evoluta veniva considerata elemento qualificante di uno stile amministrativo moderno e di un sistema gestionale avanzato ed adatto ad una realtà urbana tardomedievale. La documentazione dell'attività amministrativa era considerato un mezzo per assicurare al consiglio cittadino un controllo più capillare sul territorio. L' uso della scrittura, ed altresì quello della contabilità, rientrava anche nel patrimonio di cognizioni dell'élite mercantile.
L'evoluzione verso una vera e propria "professionalizzazione" della forma scritta avvenne su due piani, il primo legato alla sfera economico-commerciale, il secondo a quella comunale e del potere politico. Il fenomeno della sempre maggior diffusione della forma scritta fa del XV secolo la prima "era dell'informazione", un'era che avanzava portando con sé innovazioni di grande rilievo sia nel campo della tecnica (stampa di libri) che in quello della forma (produzione in serie). E i "testi", visti come serbatoi di informazioni, si riprodussero a vista d'occhio: il passaggio dal tardo Medioevo all'Età moderna è caratterizzato da una concentrazione a dir poco straordinaria di tipologie di testi. Tra le fonti rivestono particolare interesse i protocolli del consiglio cittadino, che ci sono giunti praticamente integri dal tardo Quattrocento. La loro trasmissione, a partire dal 1469, presenta sorprendenti analogie cronologiche con l'acquisizione della circoscrizione cittadina da parte del principe territoriale tirolese Sigismondo (1462) e con l'accordo politico stipulato con il vescovo di Trento Giovanni Hinderbach (1468).
Anche l'introduzione del libro catastale, nella seconda metà del XV secolo, avvenne quasi contemporaneamente alla trasmissione degli altri atti amministrativi prodotti "in serie": oltre ai protocolli del consiglio cittadino (1469 e seguenti) citiamo le scritture contabili di corte (1465 e seguenti), le scritture contabili della prepositura (1470 e seguenti) e i libri d'archiviazione (1495 e seguenti). Si può dunque affermare che la sempre più massiccia e manifesta estensione dell'autonomia amministrativa comunale nella seconda metà del XV secolo non si basava solo sulla mera trasmissione degli atti, ma aveva motivazioni più profonde, da ricercarsi negli avvenimenti politici che fecero da sfondo a questa circostanza. L'aumentata produzione di atti amministrativi rispecchia inoltre l'incremento di legislazione scritta che caratterizza l'evoluzione della realtà comunale; il tutto nell'ambito di un mutamento sociale di più vasta portata. La nuova procedura di registrazione instauratasi nella seconda metà del XV secolo nasceva da un contesto più moderno dello sviluppo sociale; la sua struttura risulta dunque influenzata in modo determinante da fattori socioculturali e legati al concetto di potere. Questa metodica è altresì espressione di una comunicazione di tipo nuovo, la quale, al pari delle scoperte geografiche e delle rivoluzioni nel campo della tecnica collocabili sempre intorno al 1500, ha rappresentato una pietra miliare nella nascita del moderno concetto di Stato. E analogamente a quanto è avvenuto con l'espansione verso l'esterno del modello europeo, essa ha altresì significato un ampliamento dei confini interni.
 

Lo Stadtbuch (libro amministrativo dei diritti e privilegi) si inserisce in questa ottica. Esso è un documento di prima importanza per l'autocoscienza comunale e delle sue elites. Il codice, iniziato nel 1472 nel periodo del borgomastro Konrad Lerhueber e portato sino al fatidico 1525, anno della rivolta contadina nel Tirolo, è redatto da una molteplicità di mani. Archivisticamente esso inaugura quale cod. 140 la lunga serie dei codici copiali e protocollari della giunta cittadina che spaziano dal tardo Quattrocento fino al periodo napoleonico. Il volume dello Stadtbuch, di grande formato, consta di ben 211 fogli ed è rilegato in pelle marrone.
I contenuti variegati del codice comprendono, tipicamente per un liber iurium, copie dei privilegi cittadini e dei rendiconti dei borgomastri e dei singoli uffici comunali. Si tratta dell'unico libro copiale di Bolzano che risale al periodo prima del 1550. Tre gruppi di registrazione possono essere contraddistinti:
1) Privilegi ottenuti dal comune dalla metà del Trecento sino nella prima metà del Cinquecento da parte delle autorità tirolesi;
2) Testi normativi e statutari;
3) Rendiconti abbreviati dei singoli uffici comunali.


Lo Stadtbuch è stato completamente digitalizzato nel contesto del progetto BOhisto Cod. 140 - Stadtbuch
 

Bibliografia:

  • Johannes ANDRESEN, Die politische Führungsschicht der Stadt Bozen im 16. Jahrhundert, ungedr. Magisterarbeit, Univ. Bonn 1995.
  • Gerhard DILCHER, Bürgerrecht und Stadtverfassung im europäischen Mittelalter, Köln/Weimar/Wien 1996.
  • Eberhard ISENMANN, Die deutsche Stadt im Spätmittelalter 1150-1500. Stadtgestalt, Recht, Verfassung, Stadtregiment, Kirche, Gesellschaft, Wirtschaft, Wien/Köln/Weimar 2012.
  • Christian MEIER (Hg.), Die okzidentale Stadt nach Max Weber (Historische Zeitschrift. Beihefte 17), München 1994.
  • Hannes OBERMAIR, "Item es ist durch ratt furgenomen". Ein unbekanntes Bruchstück des ältesten Bozner Ratsprotokolls von 1469, in: Der Schlern 71 (1997), 293-298.
  • Hannes OBERMAIR, Das Bozner Stadtbuch. Handschrift 140 - das Amts- und Privilegienbuch der Stadt Bozen, in: Bozen von den Grafen von Tirol bis zu den Habsburgern/Bolzano fra i Tirolo e gli Asburgo. Beiträge der internationalen Studientagung, Bozen, Schloß Maretsch, 16.-18. Oktober 1996, hg. vom Stadtarchiv Bozen (Studi di storia cittadina/Forschungen zur Bozner Stadtgeschichte 1), Bozen 1999, 399-432.
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