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Altmann Sebastian, pag. 86

Altmann Sebastian, n. Reichenhall 19.1.1827 † Bolzano 27.7.1894, architetto. - Venne a Bolzano intorno al 1855 lavorandovi come direttore di fabbrica (Bauführer), come risulta da un diploma di aggregazione al "Verein zur Ausbildung der Gewerbe in München" del 20.11.1855. Non escludiamo quindi che la notizia dataci dal Kramer senza indicazione della fonte, che l'A. sarebbe autore della tomba gentilizia dell'Arciduca Ranieri nella parrocchiale di Bolzano (1853-54) sia da accogliere, sia pure ridimensionata. È possibile infatti che fosse direttore dei lavori che sappiamo eseguiti dallo scultore Rainalter su progetto dell'ing. Schweighofer. Divenuto architetto ritornava a Bolzano nel maggio 1857 per esservi nominato poco dopo (27.6.1857) all'unanimità architetto civico. Si sposava lo stesso anno (10.8.1857 Maria Zini di Salorno) e stabiliva la residenza in via Portici 174 dove gli nacquero le due figlie, Maria (8.7.1858) e Albertina (20.8.1859). Fra le sue prime realizzazioni va annoverato il restauro del noto altare gotico dei Francescani cui, su suo progetto, si aggiungono la mensa, la cimasa e le due ali fisse. Ma già subito dopo la nomina era stato incaricato di progettare il nuovo quartiere che doveva collegare la città con la stazione allora in costruzione. Il progetto, accolto favorevolmente e in seguito realizzato, prevedeva l'impostazione dell'attuale viale della Stazione e della via Laurin convergenti sulla piazza della stazione e l'urbanizzazione della zona circostante fino alla piazza di Dodiciville. Nel frattempo aveva già progettato alcune nuove case, probabilmente in questa zona, fra le quali era particolarmente ammirata una grande costruzione in stile "romanico", che non siamo riusciti ad identificare. Nel 1860 si trasferiva in una casa che si era costruita nel nuovo quartiere e che venne subito ammirata come espressione caratteristica del nuovo stile di Monaco. Ad essa ne aggiungeva una seconda nel 1865. Nel 1863 si costruiva la cappella mortuaria in stile neoromanico su progetto dell'A. che nello stesso anno assumeva la direzione dei lavori di restauro del campanile della parrocchiale. Nel 1865 faceva per Jakob Steger un monumento funerario nel cimitero parrocchile, ora scomparso, che gli veniva pagato 1133 fl. 40 kr. Nel 1867 il comune approvava un suo progetto di sistemazione della piazza S. Giovanni (ora Walther). Fra il 1868 e il 1874 l'A. acquistava vari appezzamenti di terreno contigui in via Renon e vi costruiva cinque case delle quali poi ne rivendeva quattro nel 1875. Entrato in contatto con una società viennese per costruzioni alberghiere in luoghi di cura costruiva, probabilmente, per essa l'Hotel Austria a Gries recentemente demolito e vicino ad esso per proprio conto (1875) la villa Marienheim, tuttora esistente, con accanto la piccola villa Isidora in seguito rifabbricata. Nel 1879 progettava il pulpito della parrocchiale di Laives, la chiesetta del Colle presso Kampenn, la villa Defregger nel quartiere di S. Giovanni in Villa e la villa Widmann, poi Brigl a Gries, recentemente demolita. Nel 1880 dirigeva i lavori di restauro di Castelroncolo su progetto dell'Arch. Schmidt di Vienna, compiuti poi nel 1884. Nel 1881 progettava il restauro della chiesa e del campanile di S.Vigilio a Maia Bassa danneggiati da un incendio (1879) aggiungendo l'attuale cuspide neogotica. I lavori vennero compiuti nel 1884. Nel 1883 progettava la sopraelevazione del campanile della chiesa di Andriano e la sua trasformazione in stile romanico-gotico. Ormai associato coll'arch. Johann Bittner che ne aveva sposato una figlia, assumeva la progettazione e l'esecuzione del nuovo Ginnasio dei Francescani (1882). Fra il 1882 e il 1885 costruiva per il barone Alfons von Widmann un palazzo presso la stazione, che in seguito divenne sede della prefettura e che va considerato fra le sue opere piú impegnative ed importanti. Fra le ultime costruzioni ricordiamo la villa Winterheim, ora Eyrl, progettata per la sig. Machanek nel 1884, la villa Lehner, ora Magnago, la villa e l'annessa cantina di vini di Heinrich Mumelter presso l'Hotel Stiegl-Scala (1885) e la casa Rottensteiner nella zona della stazione (1891). Risale ad un suo progetto anche la villa Malfer di Ora. Dopo la sua morte il genero Johann Bittner assumeva la direzione dell'impresa. Delle opere dell'Artista molte vennero nel frattempo distrutte o modificate; ma per quanto possiamo giudicare dalle testimonianze superstiti, l'A. rimase sempre fedele allo stile neorinascimentale importato da Monaco. La sua prima casa (1860) come la contigua (1865) ora congiunte (Via Dodiciville 8) hanno severe linee ancora neoclassiche; e simili caratteristiche offrono pure le due case risparmiate dalla guerra del gruppo costruito fra il 1868 e il 1875 (Via Renon 27-29). La villa Marienheim del 1875 è già espressione compiuta di intenzioni neorinascimentali, come dimostra particolarmente il bel loggiato a due piani con pilasti a bugnato e colonne corinzie abbinate, ma l'A. tradito dall'amore per il pittoresco spezzettò le masse in strutture a torre di diverse altezze che immiseriscono il complesso togliendoli unità espressiva. La villa costruita per il pittore Defregger (1879) aveva inizialmente deliziose proporzioni, ma venne guastata un decennio dopo dallo stesso A. con un ampliamento e l'aggiunta di una torretta oltre all'inserimento di bifore e di un ampio portale inadatti ad una costruzione di dimensioni modeste. La villa Brigl era una riesumazione di stile tardorinascimentale cui l'alto tetto a mansarda dava un'intonazione nordica. Il palazzo Widmann segnava il ritorno ad un concetto architettonico severamente cinquecentesco con evidenti reminescenze palladiane sia nel progetto iniziale che in quello esecutivo variato in molti dettagli. Purtroppo le belle proporzioni e l'impostazione equilibrata e non priva di grandiosità vennero in seguito compromesse dalla sovrapposizione di un piano e dall'ampliamento. La villa Mumelter ripeteva i classici motivi rinascimentali sui quali dominava un erker d'angolo con una sgradevole cuspide a piramide tronca evidentemente suggerita dalla moda del tempo. La stessa torretta dominava infatti pure sopra il tetto della villa Machanek e veniva aggiunta negli stessi anni alla villa Defregger, come già si disse. Concludendo, per quanto gli edifici qui elencati siano solo una piccola parte di quelli realizzati dall'A., essi sono sufficienti per permetterci di riconoscere nell'Altmann un architetto cui la città di Bolzano dovette, particolarmente nell'architettura profana, una determinante impostazione stilistica neorinascimentale che lasciò poco margine alle esasperazioni neogotiche delle quali abbiamo esempi quasi solo di data posteriore alla morte dell'architetto.

N. Rasmo
Bibl.:Bozner Zeitung 1857 p. 300, 374, 441, 490, 547; 1858 p. 5, 259, 339, 382, 496; 1859 p. 25, 470, 490; 1860 p. 6, 26, 385, 569: 1862 nr. 62, 155; 1863 n. 40, 41, 47. Der Kirchenfreund 1867, p. 136. - Mazegger, Chronik von Mais, Meran 1905, p. 133 s. – J. Weingartner, Die Kunstdenkmäler III/1929, p. 370, 376. – H.Kramer, in Der Schlern XXIX/1955, p. 141. – C.A. XXI/1972, p.55 ss. – Dolomiten 13.9.1972, N. 202 (restauro della parrocchiale di Bolzano e demolizione della cappella mortuaria costruita nel 1865). – V:Malfer, Das Café Walther und etwas Baugeschichte, in Bozner Hauskalender 1977 (not. su costruzioni dell'A. fra cui l' ampliamento del palazzo Toggenburg). – H.Stampfer, Der Kirchturm von Andrian, Schlern 1979 p. 406 s.
Fonti: Bolzano, Arch. Parr. Reg. matr. (10.8.1857), batt. (8.7.1858; 20.8.1859), morti (27.7.1894). – Tutte le altre notizie, delle quali non si trova traccia nella bibliografia e nelle fonti sopra indicate mi furono gentilmente fornite dalla sig. Sinigaglia che su mio consiglio dedicò alla personalità di Sebastiano Altmann la tesi di laurea ricercandone notizie particolarmente nell'archivio tecnico del comune di Bolzano, nei Verfachbücher di Bolzano, presso la famiglia Bittner di Bolzano e il barone Widmann di Cortaccia.
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