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'Suoni per vedere'. Tra arte e nuove tecnologie

Al Museo Civico otto opere da contemplare ad ...occhi chiusi

Suoni - manifesto (Apri l'immagine gif, 51 Kilobyte, 160 per 160 pixel)
 

A partire dal 14 dicembre 2013 e fino al 31.10.2014, l'assessorato alla Cultura e alla Convivenza di Bolzano, attraverso l'Ufficio Servizi Museali e Storico-Artistici e in collaborazione con la Fondazione Socin, propone al Museo Civico "Suoni per vedere", un progetto che intende valorizzare l'attuale allestimento delle collezioni attraverso l'inserimento di un'ambientazione sonora collegata a otto opere in mostra.
A ciascuna delle opere scelte che coprono un ampio arco temporale dal Medioevo al Novecento, viene abbinata una traccia sonora tridimensionale appositamente creata per ricostruire i suoni e i rumori dell'ambiente e dell'epoca dalla quale l'opera proviene - per esempio quelli prodotti dai mezzi di trasporto, dal parlato delle persone del corretto ceto sociale di appartenenza, dalle operazioni quotidiane che si svolgevano negli ambienti nei quali l'opera viveva la sua quotidianità (una chiesa, un palazzo, un salotto borghese e così via ). Questo paesaggio sonoro, da domani, sarà fruibile individualmente. Il visitatore dovrà semplicemente posizionarsi davanti all'opera, utilizzare l'oggetto appositamente predisposto per assecondare l'esperienza di ascolto e chiudere gli occhi per potersi concentrare sul paesaggio sonoro proposto, che partirà automaticamente generando la visualizzazione mentale del contesto dell'opera.
Aprendo gli occhi e interrompendo così la traccia sonora, l'opera d'arte potrà essere guardata e compresa in un modo completamente nuovo.

"Il Museo Civico, istituzione fondamentale per capire la nostra storia e quello che oggi siamo e che saremo, ha fatto molti passi in avanti. Tra gli obiettivi che ci eravamo prefissati c'era anche quello di usare le nuove tecnologie per meglio conoscere, obiettivo che viene pienamente centrato da quest'esposizione a dimostrazione che il museo non è di per sè un luogo buio, polveroso, ma può essere innovativo e anche divertente" - sottolinea l'assessora alla Cultura Patrizia Trincanato.

Un'esperienza multisensoriale destinata a rimanere impressa nella memoria del visitatore. Un modo nuovissimo e multisensoriale di contemplare l'arte che passa sì attraverso meccanismi neurologici, "ma anche attraverso il cuore" come afferma Roberto Mangogna, presidente della Fondazione Socin che per l'occasione ha completamente riallestito la sala "stella marina" del Museo Civico e dato importante contributo e sostegno alla realizzazione del nuovo progetto.

Qui di seguito la lista degli oggetti e delle colonne sonore:

1. Intagliatore bolzanino, Madonna che allatta, prima metà del XIV secolo.
Copia antica della statua romanica in marmo conservata nel duomo di Bolzano, nota come Unsere Liebe Frau im Moos (Madonna delle Grazie). Secondo la leggenda un carrettiere sentì una voce, proveniente da una palude, che chiamava soccorso. Trovò così una statua della Madonna, in cui onore, proprio sul luogo del ritrovamento, fu eretta la chiesa parrocchiale di Bolzano.
Traccia sonora: un carretto passa in lontananza, si avvicina e raccoglie la statua, tra preghiere e canti di devozione popolare.

2. Jörg Arzt, Altare a portelle con Sant'Anna Metterza, santa Giuliana, san Gregorio e santa Barbara, inizi XVI sec.
L'altare a portelle (Flügelaltar), tipologia tipica dell'arte gotica di area tedesca, si compone generalmente di uno scrigno contenente statue lignee, di due o più portelle mobili, di una cimasa e di una predella. Alla costruzione di questi altari partecipavano artigiani e artisti con professionalità diverse come il carpentiere, l'intagliatore, il pittore e il doratore, spesso organizzati in una bottega.
Traccia sonora: artigiani lavorano in bottega, scolpiscono il legno, che poi dipingono e dorano. Rumori dell'apertura e chiusura delle portelle in chiesa.

3. Carl Henrici, Festa in maschera con minuetto e Festa in maschera con suonatore di liuto, 1784 ca.
Nel 1784 Anton Melchior von Menz, esponente di spicco di una delle più influenti famiglie mercantili di Bolzano, organizza a palazzo Menz (via della Mostra) una serie di festeggiamenti per il carnevale. Il salone d'onore del palazzo era stato, per l'occasione, completamente affrescato da Carl Henrici con scene raffiguranti una festa in maschera con musica e danze. Le due tele ad olio riproducono la parete orientale e parte della parete occidentale della sala e testimoniano del successo ottenuto dai leggiadri affreschi in stile rococò.
Traccia sonora: Allegro trambusto di una festa in maschera del Settecento, chiacchiericcio indistinto, risate, donne che spettegolano e flirtano, con sottofondo musicale di un minuetto e suono di un liuto.

4. Martin Knoller, Altarolo domestico con pala con Madonna in gloria e i quattordici santi ausiliatori, 1790 ca.
Entro una cassa con ricca cornice ad intaglio, è conservato un altare barocco in miniatura con al centro la pala d'altare raffigurante i santi ausiliatori, cioè quelli più comunemente invocati in caso di malattia o disgrazia. Per la composizione e lo stile la pala ricorda le tele tardo barocche dipinte da Martin Knoller per i sei altari laterali della chiesa dell'abbazia di Gries.
Traccia sonora: Suoni di vita domestica, casa che si sveglia, pausa per una preghiere tra donne, con litanie indistinte e recita del rosario.

5. Tullia Socin, Giovani Italiane, 1937
A partire dai primi anni '30 Tullia Socin espone regolarmente alle principali mostre Sindacali d'Arte, organizzate dal regime fascista, e nel 1938 presenta Giovani Italiane alla VII Biennale di Bolzano. L'opera raffigura un gruppo di ragazze intente in esercizi ginnici; il coinvolgimento delle giovani generazioni, tanto attraverso il controllo dell'istruzione quanto con l'organizzazione di iniziative parascolastiche e gruppi sportivi, ricopriva infatti un ruolo fondamentale nel processo di indottrinamento politico del regime.
Traccia sonora: Musica e voci da un notiziario del periodo fascista, rumori ritmati di attività fisica all'aperto, in gruppo.

6. Enrico Carmassi, Monumento ai sommergibilisti (Martiri del mare), 1958
L'opera è un bozzetto in gesso realizzato per il concorso per il "Monumento ai Sommergibilisti" indetto dall'Istituto del Nastro Azzurro di La Spezia nell'ottobre del 1958. Carmassi si distacca dall'enfasi celebrativa adottata nei monumenti ai caduti realizzati negli anni del fascismo preferendo una soluzione improntata sulla pietas e la rappresentazione della sofferenza umana.
Traccia sonora: Sonar di un sommergibile, rumore di flutti marini che si trasforma in battaglia, poi affondamento in mare.

7. Gottfried Hofer, Ritratto dell'arciduca Enrico d'Austria, 1891-92
Questo ritratto postumo raffigura l'arciduca Enrico d'Austria (Milano 1828 - Vienna 1891) che visse dal 1872 fino a poco tempo prima della morte a Bolzano. Nonostante il parere contrario dell'imperatore Francesco Giuseppe, Enrico sposò la cantante Leopoldine Hofmann: dal matrimonio - riconosciuto solo in seguito - nacque una figlia che andò in sposa ad un principe Campofranco. Il dipinto è opera del bolzanino Gottfried Hofer, ritrattista di successo della buona società del tempo.
Traccia sonora: Rumori della città ai tempi degli Asburgo: passi maschili militareschi in un palazzo, porte che si aprono e chiudono, conversazione colta su politica e arte. Sullo sfondo, musica dal barocco allo Jugendstil.

8. Stufa a formelle di ambito bolzanino, 1773
La stufa ad olle è strutturata all'interno in modo complesso: ha una camera di combustione, serpentine per i giri di fumo e materiale refrattario che permette la conservazione del calore per molte ore dopo il caricamento. Presente fin dal Medioevo nelle Alpi e nel nord-Europa, diventa nel Settecento sempre più ricca ed elaborata nella forma e nella decorazione delle formelle, indispensabile complemento d'arredo delle case nobili e alto-borghesi.
Traccia sonora: Rumori di interno con faccende domestiche, cucina, riassetto del mattino, chiacchiericcio della servitù.

"Suoni per vedere"
Ideazione, cura ed elaborazione tracce sonore: Francesca Bacci, Università di Trento, con la collaborazione di Stefan Demetz e Silvia Spada Pintarelli, Museo Civico di Bolzano
Progettazione e realizzazione: Re: Lab, Reggio Emilia
Allestimento: Arteam, Trento
Grafica: ganeshGraphics, Lana
Didattica: cooperativa Scriptoria, Bolzano

Museo Civico di Bolzano
Via Cassa di Risparmio 14
fino al 31.10.2014, da martedì a domenica: 10,00-17,00
chiuso il lunedì, Natale, Capodanno
Per informazioni - Infos: 0471/977960 /museo.civico@comune.bolzano.it
contatti stampa: Antonella Arseni, Museo civico, 0471 997966, antonella.arseni@comune.bolzano.it

Allegati:

ascolto (Apri l'immagine , 696 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
iconografia (Apri l'immagine , 642 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
ascoltare l'opera (Apri l'immagine , 694 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
Madonna (Apri l'immagine , 268 Kilobyte, 720 per 1024 pixel)
Knoller - altarolo (Apri l'immagine , 827 Kilobyte, 852 per 1024 pixel)
Hofer (Apri l'immagine , 1,016 Kilobyte, 872 per 1024 pixel)
Stufa (Apri l'immagine , 710 Kilobyte, 789 per 1200 pixel)
Altare (Apri l'immagine , 40 Kilobyte, 485 per 425 pixel)
Mit den Ohren sehen im Stadtmuseum (Apri l'immagine , 697 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
Sammlung Socin neu (Apri l'immagine , 843 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
Die neu gestalteten Räume der Sammlung Socin (Apri l'immagine , 816 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
Das Artiskop wird magnetisch festgehalten (Apri l'immagine , 723 Kilobyte, 1936 per 1296 pixel)
 
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