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Vademecum Pubblici Esercizi

Le informazioni di base per orientarsi in questo settore

1. TIPOLOGIE

A. Esercizi di somministrazione di cibi e bevande
B. Esercizi ricettivi a carattere alberghiero
C. Esercizi ricettivi a carattere extralberghiero

A. Esercizi di somministrazione di cibi e bevande

  • Esercizi di commercio al dettaglio di bottiglieria:
    sono autorizzati a somministrare al pubblico, per la degustazione, le bevande proposte in vendita senza l'iscrizione al registro degli abilitati alla conduzione di pubblici esercizi e senza licenza.
    L'orario di esercizio è quello previsto per i negozi
  • Bar, caffè, osterie, pub, birrerie, enoteche e simili:
    sono esercizi per la somministrazione al pubblico e per la vendita per asporto di bevande analcooliche, alcooliche e superalcooliche, di gelati, toast, panini, paste, dolciumi, tranci di pizza pronti e prodotti analoghi
  • Ristori, trattorie, ristoranti, grill, pizzerie, rosticcerie, bistro e simili:
    sono esercizi per la somministrazione al pubblico e per la vendita per asporto di pasti e di bevande analcooliche, alcooliche e superalcooliche
  • Spacci interni:
    sono esercizi per la somministrazione di pasti e di bevande agli associati ed ai loro familiari di circoli o di associazioni operanti senza scopo di lucro
  • Mense aziendali:
    sono esercizi per la somministrazione di pasti e di bevande al personale dipendente delle aziende stesse.

B. Esercizi ricettivi a carattere alberghiero

  • Garnì: esercizi aperti al pubblico che forniscono alloggio, la prima colazione e bevande in almeno sette camere ubicate in uno o più stabili
  • Pensioni: esercizi aperti al pubblico che forniscono alloggio, la prima colazione, almeno un pasto principale, bevande in almeno sette camere ubicate in uno o più stabili
  • Alberghi: esercizi aperti al pubblico che forniscono alloggio e ristorazione in almeno sette camere ubicate in uno o più stabili; forniscono il servizio di ristorazione anche ai non alloggiati
  • Motels: esercizi aperti al pubblico che forniscono alloggio e ristorazione in almeno sette camere ubicate in uno o più stabili nonché servizi di autorimessa, assistenza e riparazione e rifornimento carburanti per le autovetture
  • Villaggi albergo: esercizi aperti al pubblico che forniscono servizi centralizzati agli utenti di unità abitative dislocate in più stabili all'interno di un'unica area recintata e attrezzata per il soggiorno e lo svago
  • Residence: esercizi aperti al pubblico che forniscono alloggio ed eventualmente servizi accessori in almeno cinque unità abitative arredate.

C. Esercizi ricettivi a carattere extralberghiero

  • Rifugi albergo: esercizi ubicati in alta montagna
  • Campeggi: esercizi ricettivi attrezzati con almeno venti piazzole, su aree recintate per la sosta e per il soggiorno di turisti
  • Villaggi turistici: esercizi ricettivi attrezzati con strumenti per il tempo libero su aree recintate per la sosta e per il soggiorno di turisti
  • Case e appartamenti per vacanze: immobili arredati in numero non inferiore a cinque per l'affitto ai turisti senza offerta di servizi centralizzati, con contratti non superiore ai tre mesi consecutivi
  • Case per ferie: strutture ricettive gestite da enti pubblici, da associazioni e da enti religiosi operanti senza scopo di lucro nonché da enti o da aziende per il soggiorno dei propri dipendenti e familiari
  • Ostelli della gioventù: strutture per i giovani con la disponibilità di pernottamento e soggiorno a prezzi contenuti.

2. CLASSIFICAZIONE

  • Esercizi ricettivi:
    - assegnazione di un numero di stelle da 1 a 5
    - la classificazione è attribuita dal Sindaco, sulla base di un parere vincolante dell'assessore provinciale al turismo.
  • Esercizi di somministrazione:
    - 5 categorie (esclusi gli spacci interni e le mense aziendali)
    - l'inserimento nelle categorie è deciso dal Sindaco, secondo i criteri fissati dal regolamento di esecuzione alla Legge Provinciale 14 dicembre 1988, n. 58.

Validità della classificazione:
modificabile in ogni momento, su richiesta o d'ufficio.

3. NORME PER TUTTI GLI ESERCIZI

  • Nessun esercizio pubblico può essere condotto senza preventiva licenza e fornire prestazioni diverse da quelle dalla stessa autorizzate
  • Il rilascio delle licenze è delegato al Sindaco
  • Il Presidente della Giunta Provinciale per esigenze di pubblica sicurezza può disporre la revoca dei provvedimenti adottati dal Sindaco
  • Le licenze sono di norma rilasciate a tempo indeterminato
  • Il Presidente della Giunta Provinciale per esigenze di pubblica sicurezza può disporre la revoca dei provvedimenti adottati dal Sindaco
  • Le licenze temporanee sono rilasciate solo in occasione di particolari evenienze locali quali mercati, fiere e feste, feste campestri e manifestazioni similari di regola a favore di associazioni locali con scopi di pubblica utilità.

La legge in materia di pubblici esercizi:
- Legge Provinciale 14 dicembre 1988, n. 58
- Regolamento di esecuzione: Decreto del Presidente della Giunta Provinciale 13 giugno 1989, n. 11.

4. LICENZA

  • È soggetta all'obbligo di licenza
    l'attività in forma professionale di somministrazione di bevande, di somministrazione di pasti e bevande e ricettiva e di esercizio pubblico.
  • Non è soggetta all'obbligo di licenza:
    - la somministrazione di latte o latticini di produzione propria
    - la somministrazione gratuita nel corso di fiere o manifestazioni propagandistiche
    - la somministrazione di bevande analcooliche ai soci di circoli o di associazioni nell'ambito della sede sociale.
  • Titolare della licenza:
    - persona fisica
    - persona giuridica - con preposto, qualora il rappresentante legale della società non abbia la qualificazione professionale.
  • Requisiti per il rilascio di licenza:
    - maggiore età - capacità d'agire (18 anni o emancipazione);
    - affidabilità (requisiti morali);
    - qualificazione professionale;
    - disponibilità di locali adeguati (idoneità riguardo ad igiene, ordine e sicurezza pubblica, norme antincendio).
  • Istruttoria della domanda:
    il provvedimento del sindaco è notificato al richiedente entro 90 giorni dalla presentazione della domanda.
  • Motivi di diniego al rilascio:
    cogenti discrezionali
  • Ricorso:
    il ricorso alla Giunta provinciale deve essere fatto entro 30 giorni;
    qualora la Giunta provinciale non decidesse entro 90 giorni, il ricorso sarà da considerarsi accolto;
    se vengono richieste ulteriori informazioni, il termine si protrae di 60 giorni;
    contro la decisione della Giunta provinciale è ammesso ricorso alla sezione autonoma di Bolzano del Tribunale amministrativo regionale.
  • Requisiti per l'abilitazione alla conduzione dei pubblici esercizi:
    -
    obblighi scolastici assolti
    - corso professionale
    - esame
    - specifiche attività settoriali per almeno due anni nel corso degli ultimi cinque anni.
  • Concessione edilizia:
    - infrastrutture.

La licenza deve essere esposta, in modo ben visibile, all'interno dell'esercizio.

5. CONDUZIONE DELL'ESERCIZIO

  • Orario di apertura e chiusura:
    - il Presidente della Giunta provinciale determina l'orario di apertura e chiusura
    - il Sindaco può consentire deroghe all'orario generale
    - l'esecizio deve essere tenuto aperto per almento 10 ore nell'ambito dell'orario generale per gli esercizi pubblici (attualmente dalle ore 06.00 alle ore 01.00)
    - orari particolari di apertura, sotto le 10 ore giornaliere, devono essere sempre autorizzati dal sindaco.
  • Protrazione dell'orario di chiusura:
    - il Sindaco lo consente in occasione di speciali evenienze locali
    - il Presidente della Giunta provinciale consente posticipazioni permanenti dell'orario di chiusura, sentito il Sindaco.
  • Riposo settimanale:
    - il Presidente della Provincia determina un numero minimo e massimo di giorni di riposo per settimana e può prevedere deroghe alla regola generale;
    - il sindaco fissa i giorni di riposo settimanale e garantisce un servizio di somministrazione continuo e adeguato;
    - da nessun giorno di riposo fino a due giorni di riposo settimanale, da tenersi anche separatamente tra loro come giorni interi o mezze giornate;
    - il giorno di riposo deve essere esposto, unitamente all'orario di apertura e chiusura, in modo ben visibile, nell'area di entrata dell'esercizio.
  • Eccezioni al riposo settimanale:
    - per la somministrazione di pasti e bevande alla clientela alloggiata negli esercizi ricettivi;
    - per la somministrazione di vitto dovuta in base ad obblighi contrattuali di durata almeno mensile;
    - nella settimana precedente e successiva al Natale e alla Pasqua;
    - in coincidenza con festività infrasettimanali;
    - in caso di particolari esigenze stagionali o di evenienze locali, il sindaco può sospendere l'obbligo del giorno o dei giorni di riposo per un determinato periodo di tempo, anche solo a favore di taluni esercizi specifici.
  • Chiusura temporanea:
    - obbligo di comunicazione al Sindaco
    - durata di chiusura superiore a 14 giorni, comunicazione con anticipo di almeno 7 giorni
    - in caso di chiusura superiore ad un anno senza motivo od autorizzazione, decadenza della licenza
    - sospensione dell'esercizio per una durata massima di 3 anni, per gravi motivi
    - divieto di chiusura temporanea in caso di insufficiente approvvigionamento
    - all'inizio dell'anno concordare piano di chiusura con le organizzazioni locali di categoria.
  • Pubblicità dei prezzi:
    -
    esporre o distribuire il listino
    - in caso di esercizi ricettivi il listino va esposto all'entrata e nelle camere
    - i prezzi sono comprensivi di ogni diritto di tassa
    - comunicazione all'Assessorato provinciale del Turismo.
  • Mantenimento della quiete pubblica:
    non può essere negato l'accesso al locale dall'esercente.
  • Inquinamento acustico:
    nel caso in cui venga superato il livello di tollerabilità:
    - anticipazione dell'orario di chiusura
    - revoca licenza nei casi più gravi.
  • Divieto di somministrazione di bevande alcooliche:
    la somministrazione è vietata:
    - ai minori di 16 anni
    - agli affetti da malattia di mente
    - a coloro che sono in stato di manifesta ubriachezza
    - a coloro che disturbano la quiete nel locale.
  • Controlli della polizia:
    sono ammessi in ogni momento.
  • Sospensione dell'attività dell'esercizio:
    - in caso di carenze di igiene, il Sindaco può sospendere l'attività dell'esercizio, previa diffida alla rimozione rimasta senza effetto
    - in caso di pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica la sospensione è ammessa per una durata non superiore a tre mesi o in alternativa l'anticipazione dell'orario di chiusura
    - in caso di recidiva - revoca licenza.
  • Cessazione dell'attività:
    comunicazione entro 30 giorni.

Aggiornamento: 2.8.2012.

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