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Comunicato stampa: 07.09.2009 10:00
Rubrica:  [Cultura]  [Manifestazioni ed eventi] 

8 settembre 1943: una conferenza 66 anni dopo

L’ordine nazista: il Lager di Bolzano dall’estate del 1944 fino alla liberazione nel maggio del 1945 fu la disgrazia per migliaia di uomini e donne (Apri l'immagine jpg, 1,569 Kilobyte, 2116 per 1512 pixel)

L’ordine nazista: il Lager di Bolzano dall’estate del 1944 fino alla liberazione nel maggio del 1945 fu la disgrazia per migliaia di uomini e donne

 
L'Archivio Storico organizza un dibattito con gli storici Leopold Steurer e Andrea Di Michele. Lunedì 7 settembre ore 17.30 antico municipio

Gli avvenimenti dell'8 settembre 1943 - l'occupazione dell'Italia da parte della Wehrmacht tedesca in seguito all'armistizio di Badoglio nonché l'inquadramento della Provincia di Bolzano nella Zona d'Operazioni nelle Prealpi - sono una data fondamentale della storia del '900 in regione.

Nelle loro lezioni i due storici Leopold Steurer (Merano) e Andrea Di Michele (Bolzano), entrambi profondi conoscitori della storia novecentesca e autori di importanti monografie sulle tematiche ad essa legate, daranno un quadro generale degli eventi e li contestualizzeranno alla luce della ricerca più recente, avvalendosi anche di materiale iconografico. Introdurrà Hannes Obermair, direttore dell'Archivio Storico cittadino.

Bolzano, Antico Municipio, Portici 30, 2° piano
Lunedì, 7 settembre, ore 17.30, durata ca. 1,5 h

"La percezione dell'8 settembre 1943, seppur chiara e univoca da parte della storiografia, ancor'oggi suscita in Alto Adige commenti contrastanti: Molti sudtirolesi videro, acriticamente, nell'occupazione nazista la loro liberazione definitiva dal fascismo italiano che li aveva oppresso per vent'anni e si cullarono nell'illusione di un'aggregazione al Reich tedesco nonchè della fine delle famigerate opzioni. Per molti di essi iniziava però un periodo di paure e di persecuzioni. I cosiddetti "Dableiber", i non optanti, ma pure una parte del clero, da allora in poi si videro oggetto di discrimazioni e di rivincita da parte di nazisti locali e del Reich. La comunità ebraica, giá perseguitata dal fascismo, fu esposta alla deportazione e all'annientamento fisico.
Infine, l'occupazionte tedesca era uno choc profondo per la popolazione italiana dell'Alto Adige che da un giorno all'altro perse completamente i suoi riferimenti politici. I militari italiani furono disarmati, fatti prigionieri e deportati in Germania per andare incontro a lavori forzati e una sorte decisamente incerta e spesso crudele.
La provincia stessa subì i danni e i vessilli della guerra totale: i bombardamenti alleati colpirono le città lungo l'asse del Brennero e spezzarono molte vite. I sudtirolesi arruolati nella Wehrmacht furono coinvolti in una guerra d'aggressione profondamente ingiusta, se non vollero rischiare la loro vita e quella dei loro congiunti tramite la deserzione o la resistenza.
L'apparato di terrore nazista raggiunse i suoi scopi anche con l'attivazione del Campo di concentramento in via Resia, il Tribunale speciale di Bolzano e un sistema di sorveglianza e di denuncia capillare, attivamente sostenuto da non pochi sudtirolesi.
Solo pochi resistettero alla furia totalitaria. Ed è anche al coraggio di queste persone piene di coraggio - si pensi solo a Hans Egarter, Manlio Longon e Josef Mayr-Nusser - che la rinascita democratica del territorio e della sua società dopo il 1945 fu possibile
". Hannes Obermair

 

(mp)
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