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Comunicato stampa: 24.09.2010 11:20
Rubrica:  [Cultura]  [Manifestazioni ed eventi] 

26.09.2010. Giornata Europea del Patrimonio. Le iniziative del Comune

Piantina di Pfendter (1607) (Apri l'immagine jpg, 28 Kilobyte, 150 per 120 pixel)

Piantina di Pfendter (1607)

 
Visite guidate da via Bottai a piazza della Stazione

Lungo l'asse viario tra la cosiddetta "Casa di Massimiliano" (ora sede del Museo di Scienze naturali) e la Stazione ferroviaria si incontrano molti luoghi ed edifici di grande interesse per la storia e l'arte della città di Bolzano, tra cui prestigiosi alberghi e osterie storiche, il Municipio e Palazzo Widmann. Domenica, 26 settembre, la Città di Bolzano (Servizi Museali, tel. 0471 997581 opp. 997697), in occasione della Giornate Europee del Patrimonio, organizza visite guidate in lingua italiana, della durata di circa 60 minuti, partendo da via Bottai 1, alle ore 10, 11.15, 15 und 16.15; in lingua tedesca alle ore 10.15, 11.30, 15.15 e 16.30.


European Heritage Day: nel 1984 l'allora ministro alla Cultura Francese Jack Lang introdusse le prime "Journées Portes ouvertes monuments historiques". L'esempio fu seguito da diversi paesi, finché, nel 1991, l'Unione europea decise di proclamare ufficialmente gli European Heritage Days in tutti gli stati aderenti.

Via Grappoli e via Bottai
Sulla famosa piantina della città di Ludwig Pfendter, datata 1607, si individua con chiarezza l'asse nord - sud costituita da via Bottai e via Grappoli. L'importante direttrice urbana, già in epoca medievale, delimitava sul suo lato orientale il cuore della città costituito da via Portici. Come molte altre strade pubbliche, era costeggiata da un canale aperto, una deviazione del rio che cingeva il centro storico. L'acqua che vi scorreva veniva usata per diversi scopi, tra cui quello di spazzare via i rifiuti o di spegnere i frequenti incendi. Soprattutto nell'attuale via Bottai si concentravano già in epoca remota la maggior parte degli artigiani bottai, cosicché l'antico nome di via Vanga (Wangergasse o anche Wagnergasse), che si rifaceva ai nobili von Wangen, cadde col tempo in disuso. Solo nel 1914 fu realizzato il passaggio attraverso casa Amonn che di fatto aprì il collegamento della città verso Dogana - Dodiciville avviando così il processo di espansione della Bolzano premoderna.


Via Laurin
Sulla brevissima via si affacciano in realtà importanti edifici, come l'Hotel Laurin (da cui il nome della strada), costruito nel 1910 su progetto dei fratelli Ludwig di Monaco di Baviera, e il palazzo principale dell'Amministrazione provinciale, il neoclassico Palazzo Widmann, eretto nel 1885 da Sebastian Altmann per i conti Staffelfeld e ampliato nel 1929 per accogliere la prefettura di allora. Origine storica della strada è costituita dalla sua vicinanza alla stazione ferroviaria (al tempo denominata Bolzano - Gries) che dal 1859/1860 diventò un importante collegamento con Verona e, dal 1867, con e oltre il Brennero, portando così finalmente nuova vita alla sonnecchiante Bolzano dell'epoca. Lungo il "prolungamento di via Grappoli" sorse così il nuovo miglio degli alberghi bolzanini, anche se l'Hotel Bristol, nel 1961, dovette lasciare posto ad un edificio di servizio. I nuovi edifici andarono a sostituirsi alla residenza medievale Niederhaus. Nel susseguirsi dei nomi delle vie di Bolzano si rispecchia spesso la travagliata storia dell'Alto Adige: così un tempo il collegamento si chiamava via Francesco Giuseppe, per un breve periodo anche via Andreas Hofer, dal periodo fascista si chiamò via Conquista del Potere del 28 ottobre (giorno della marcia su Roma di Mussolini), dal 1929 via del Littorio, dal 1943 via Tiziano, mentre solo dal 1949 porta il nome del simpatico re dei nani della leggenda sudtirolese.

(aa)
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