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Comunicato stampa: 24.01.2014 14:48
Rubrica:  [Cultura]  [Varie] 

Memoria: al via il progetto Pietre d'inciampo, per non dimenticare

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Il testo dei provvedimenti raziali (1939)

 
Ricordando le vittime ebree dell'Olocausto a Bolzano

Alla sofferenza degli ex residenti della città di Bolzano che hanno perso la vita a causa della follia razzista del nazismo, Il Comune di Bolzano vuole rendere memoria. Similmente al progetto voluto dall'artista Gunter Demnig che prevede delle "pietre d'inciampo", si intende posizionare una targa commemorativa d'ottone affissa al marciapiede davanti all'ultima residenza dei perseguitati. Azioni simili di omaggio alla memoria delle vittime si sono svolte in Germania, Austria, Svizzera, Croazia, Lussemburgo, in Italia a Roma e nella nostra provincia anche a Merano. Per richiedere la partecipazione dell'artista è necessaria "l'autorizzazione per la posa di pietre d'inciampo nello spazio pubblico" rilasciata dal sindaco o dal Comune. A partire da gennaio 2015 - quando si celebrerà la settantesima commemorazione della liberazione di Auschwitz-Birkenau - potrebbero essere posate anche a Bolzano tali "pietre d'inciampo". Scavate nei marciapiedi presso l'ultimo indirizzo di residenza della vittima, serviranno a mantenere viva la memoria degli abitanti della città rispetto a tutti coloro che - dopo essere stati discriminati giuridicamente, socialmente ed economicamente a causa delle famigerate "leggi razziali" nel corso del fascismo italiano dal 1938 - nel corso del regime nazista e della sua follia razziale omicida furono perseguitati, fino alla deportazione fisica nei campi di concentramento e alla privazionedella loro vita.
La città di Bolzano intende così lasciare un segno efficace pubblicamente, anche rispetto a delle responsabilità storiche. Perché solo grazie ad una burocrazia omicida e all'omertà, se non poi al coinvolgimento, di molti le barbarie della privazione dei diritti delle persone e il genocidio mirato sono stati possibili.
70 anni dopo gli eventi disumani è particolarmente importante rendere omaggio alla memoria delle vittime dell'Olocausto su basi scientificamente valide. Pertanto la ricercatrice Sabine Mayr e Hannes Obermair, direttore dell'Archivio storico della Città di Bolzano, hanno elaborato con il sostegno della Comunità Ebraica di Merano, del Museo Ebraico di Merano e dell'associazione ANPI Sezione di Bolzano, una perizia preliminare.
La ricerca degli autori di questo studio sulle vittime ha messo in luce il triste destino di 17 famiglie, per un totale di 25 membri, la cui memoria pubblica sarà assicurata attraverso l'installazione di tali targe/"pietre d'inciampo". Vivevano nella città di Bolzano al tempo della loro persecuzione, deportazione e assassinio.
Questo l'elenco:
Adalgisa Ascoli: Via Cavallari 8 (1939), Ludwig Bondy: Via Rovereto 4 (1939), Otto Bondy (1940) Via Torino 50, la sua Giardineria sino al 1935: Via San Quirino 96, Famiglia Carpi: Via Leonardo Da Vinci20/25 (1943), Lucia, Adele, Allegra, Rimini-Carpi, Alberto Carpi, Germana Carpi, Olimpia Carpi ,Aldo Castelletti: Via Rosmini 20 (1939), Bernhard Czopp: (1939): Via della Torre 5, suo studio veterinario (1935): Via Ca' de' Bezzi 10, Auguste Freund: Piazza delle Erbe 9 (1939), Gustav Furcht: Viale Venezia 11 (1938), Samuel Elias Gostynski/Gostinski/Gostinsky und Idessa Ajdla Gostynski, nata Tobias: via Roma17 (1939), Manfred Kayser: Largo Ascianghi 2 / via Manci 2 (1939), Charlotte und Felicitas Landau: Via Leonardo Da Vinci 8 (1939), Werner Lewin: Via Conciapelli 19 (1939), Wilhelm Alexander Loew: (1943): Corso IX Maggio 36 / Corso Libertà 36, ultimo indirizzo studio legale (1943): Piazza delle Erbe 7, Famiglia Popper: Via Leonardo Da Vinci 20/24 (1939) Alexander Popper, Rosalie Deuches-Popper, Paul Popper, Adolf Schwarz: Albergo Posta Europa, Via Leonardo Da Vinci1 (1939), Ada Tedesco: Via Portici 30 (1939), Josef Weinstein: Via Principe di Piemonte 17 / Via della Mostra (1939).
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Wilhelm Alexander Loew

 
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