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Comunicato stampa: 17.04.2014 12:28
Rubrica:  [Cultura] 

KZ Buchenwald 1943 - 1945, disegni

Una mostra nel foyer del municipio (Apri l'immagine , 47 Kilobyte, 447 per 656 pixel)

Una mostra nel foyer del municipio

 
23.04 - 05.05 Foyer Municipio vicolo Gumer 7

KZ Buchenwald 1943─1945, disegni 
Comune di Bolzano, Foyer
vicolo Gumer 7 / Gumergasse 7
23.04. - 05.05.2014
Lun - ven / Mo - Fr: 9.00 - 16.30 Uhr
Ingresso libero
UN DOCUMENTO DI TESTIMONIANZA E DI SOFFERENZA DELL'OLOCAUSTO 


Le immagini del LAGER di BUCHENWALD oggetto della esposizione allestita nell'atrio del Municipio di Bolzano fanno parte di una cartella stampata in Francia nel 1946 pubblicata in un numero limitato di copie. La cartella era stata inserita nel 2013 in un catalogo di una casa d'aste di Berlino e proviene pertanto da quella vendita all'asta. 
La cartella riproduce i disegni dei due artisti francesi Auguste FAVIER e Pierre MANIA, deportati nel campo di concentramento di Buchenwald e sopravvissuti allo sterminio dei prigionieri posto in atto dai nazisti. Nel catalogo viene rappresentata la vita nel campo nelle sue varie fasi, dalla discesa dai vagoni piombati, all'ingresso nel campo con le relative procedure previste per l'entrata, dal lavoro nella cava di pietra ai vari momenti della giornata dei deportati. 
Viene rappresentato dagli autori l'intero percorso quotidiano dei prigionieri del Lager verso il loro destino finale programmato per il loro annientamento. Si tratta di una documentazione di notevole rilievo per il suo valore storico come vera e propria prova visiva della quotidiana esistenza dei deportati. Occorre considerare che esiste una documentazione estremamente ampia della situazione delle persone e dei luoghi al momento dell'ingresso, alla fine della guerra, delle truppe alleate nei campi di concentramento nazisti, documentazione che ci mostra i cumuli di cadaveri sparsi sul terreno e nelle baracche e i visi spettrali ed i corpi scheletrici dei sopravvissuti.
E' invece scarsa la documentazione visiva, in quanto ufficialmente vietata e se realizzata per gran parte distrutta, delle modalità di vita dei prigionieri e degli avvenimenti nei Lager durante il loro funzionamento. Le immagini lasciateci dai due artisti francesi risultano assai significative sotto questo aspetto probatorio assumendo una funzione di testimonianza, tanto più importante in quanto proveniente dalle stesse vittime dell'Olocausto. Sono immagini quindi che materializzano la memoria dell'Olocausto, una memoria che la capacità artistica degli autori, non spettatori ma vittime della ferocia degli oppressori, riesce a rappresentare con grande efficacia rendendoci partecipi delle angosce e delle sofferenze delle vittime. Sono immagini, sono "tracce" che ci danno un fondamentale contributo di conoscenza, che diventano strumenti della storia, e che ci aiutano a conservare ed a tutelare per noi e per le future generazioni la memoria dello sterminio nazista.
Arnaldo Loner

 

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