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Comunicato stampa: 10.12.2015 17:03
Rubrica:  [Varie] 

Accattonaggio molesto: approvata modifica del Regolamento di Polizia Urbana

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Municipio

 
L'obiettivo è rendere più efficace l'azione preventiva di contrasto del fenomeno

Il Commissario straordinario del Comune di Bolzano Michele Penta, informa che nell'ambito della seduta di Giunta di oggi, giovedì 10 dicembre, è stata approvata la modifica del Regolamento di Polizia Urbana (adottato con delibera del Consiglio comunale nr. 19/7112 del 21.02.2002) che prevede l'introduzione dell'art. 21 "Divieto di accattonaggio" (sotto in allegato).
La modifica in questione si pone in linea con gli orientamenti costantemente emersi in sede di Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica (del quale l'Amministrazione Comunale è componente effettiva) e rientra nelle competenze sindacali attinenti alla sicurezza urbana di cui al Decreto del Ministro dell'Interno 5/8/2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 9/8/2008 nr. 186.
Tale strumento rende più efficace l'azione preventiva di contrasto nei confronti dell'accattonaggio molesto.

Art. 21
Divieto di accattonaggio

1. A tutela della sicurezza e del decoro della città non sono consentiti l'accattonaggio e la richiesta di elemosina nei luoghi di seguito indicati:
a) nelle aree prospicenti le stazioni ferroviarie, gli ospedali, le case di cura, i soggiorni per anziani;
b) all'interno ed in prossimità di mercati e fiere;
c) dinanzi ai luoghi di culto nonché davanti ed all'interno dei cimiteri;
d) davanti agli ingressi di esercizi commerciali e pubblici esercizi; il divieto si estende alla superficie data in concessione ai privati fino ad una distanza minima di 10 metri;
e) davanti agli uffici pubblici ed agli istituti bancari, compresi gli sportelli di erogazione di denaro;
f) nei pressi delle casse anche automatiche di aree di sosta o parcheggi e di parcometri;
g) presso le intersezioni stradali ed i ponti.

2. E' altresì vietata l'attività di questua esercitata mediante l'utilizzo di animali.

3. All'accertamento della violazione consegue, oltre alla sanzione di cui all'art. 22, comma 3, l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria del sequestro del denaro provento della violazione e di eventuali attrezzature impiegate nell'attività secondo quanto previsto dalla Legge 689/1981.
 

(mp)
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