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Comunicato stampa: 25.11.2013 14:24
Rubrica:  [Cultura]  [Manifestazioni ed eventi]  [Varie] 

Adopt Srebrenica

Il programma della due giorni dedicata ai Fiori  di Srebrenica (Apri l'immagine jpg, 106 Kilobyte, 678 per 960 pixel)

Il programma della due giorni dedicata ai Fiori di Srebrenica

 
Presentate le iniziative promosse dal Centro di Documentazione della città bosniaca

Alla presenza del Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli, dell'Assessore comunale competente  Luigi Gallo, dei rappresentanti del Centro per la Pace del Comune, della  Cooperazione allo Sviluppo della Provincia di Bolzano, dell'EURAC-Accademia Europea e della Fondazione Alexander Langer, in occasione della presenza nel capoluogo di due ragazzi del gruppo Adopt Srebrenica sono state presentate stamane in municipio alcune iniziative legate all'attività del Centro di Documentazione della città bosniaca martoriata e lacerata dalla guerra dei Balcani. 

Un' opportunità, dunque per condividere con la comunità cittadina gli sviluppi del lavoro svolto da un gruppo misto di giovani di Srebrenica presso il Centro di Documentazione Adopt Srebrenica, realizzato nella città bosniaca anche grazie alla collaborazione dell'Archivio Storico del Comune di Bolzano.  Il Centro di Documentazione ha raccolto immagini e documenti su cosa fosse Srebrenica prima della guerra, fornendo un fondamentale contributo al lavoro di ricostruzione di identità individuali e collettive, spazzate via dal genocidio del 1995.

Per questo i ragazzi della città Bosniaca vengono definiti "I Fiori di Srebrenica", sbocciati in uno dei contesti più problematici dei Balcani.
Il gruppo giovanile multi-etnico giornalmente si confronta con le difficoltà di ricostruire un tessuto sociale profondamente segnato dagli
avvenimenti degli anni '90.

I due ragazzi ospiti  a Bolzano Amra Nalić e Žarko Zekić  martedì 26 novembre incontreranno gli studenti delle scuole superiori della città, mentre nel tardo pomeriggio (ore 18, Sala di Rappresentanza di vicolo Gumer) è previsto un incontro pubblico durante il quale verranno proiettati il video "I fiori di Srebrenica"  di Beatrice Barzaghi e Federico Zappini, ed un breve video-reportage sulla "VII Settimana Internazionale della Memoria"  realizzato da Thomas Leonardi.  Il dialogo con Amra Nalić e Žarko Zekić, moderato dal giornalista Luca Sticcotti, vedrà anche la partecipazione della Fondazione Alexander Langer Stiftung.

Nell'agosto scorso durante la Settimana Internazionale della Memoria a Srebrenica, è stato sottoscritto un importante protocollo di intesa tra le istituzioni, enti di ricerca e associazioni, che finora hanno sostenuto il progetto Adopt Srebrenica. 
"International Network for Srebrenica" è stato sottoscritto tra gli altri anche dal Comune e dalla Provincia di Bolzano dall' EURAC  e da: Comune di Venezia - Centro Giovani e Pace, Comune di Trieste, Gruppo/Skupina 84, Centro Pace E. Balducci di Cesena, Comune di Pescara, Comune di Penne, Comune di Caramanico Terme, AICCRE Abruzzo, Miladonnambiente e Baobab Pescara. 

Nel luglio del 1995 Srebrenica, enclave bosniaca all'epoca della guerra dei Balcani (1992-1995) venne occupata dalle truppe serbo-bosniache che deportarono la popolazione e compirono un vero e proprio genocidio; il tristemente famoso "massacro di Srebrenica" compiuto dalle truppe paramilitari del generale Ratko Mladić in cui morirono circa ottomila civili uomini e ragazzi bosniaci tra i 14 ed i 70 anni. Un'operazione di "pulizia etnica" nella Bosnia orientale in un territorio in cui, fino a poco tempo prima del conflitto, convivevano pacificamente ortodossi, cattolici e mussulmani di diverse etnie.

"Adopot Srebrenica" è un progetto interculturale avviato nel 2006 su iniziativa dell'associazione Tuzlanska Amica, della Fondazione Alexander Langer e sostenuto dal Comune di Bolzano che intende recuperare il rispetto della cultura dell'altro dando voce a quella parte della società che non si rassegna ai contrapposti nazionalismi, creando uno spazio aperto per la condivisione di programmi di lavoro comuni e per la costruzione di relazioni durature attraverso la creazione a Srebrenica di un Centro Interculturale di studio e documentazione, per la prevenzione e la mediazione dei conflitti.

Come ha ricordato Andrea Rizza della Fondazione A. Langer e referente locale del progetto,  l'iniziativa è partita con la ricerca e la raccolta di foto ed immagini per testimoniare la vita di persone e di luoghi, di situazioni, completamente cancellati dalla guerra. Una ricerca impegnativa, con il tentativo di recuperare un' identità per non dimenticare e cancellare il passato e ricostruire un rapporto di pacifica convivenza.

Rimane forte il bisogno di convivenza (e qui è stato citato come esempio positivo il modello Alto Adige) e memoria condivisa, di un rapporto tra cittadinanza individuale e diritti dei gruppi, di tutela e valorizzazione di vecchie e nuove minoranze. Esplorare cioè le potenzialità di un gruppo misto nell'avviare un percorso di rielaborazione del passato e di dialogo interetnico, finalizzato a sperimentare la possibilità di una convivenza pacifica in un difficile contesto post genocidio, tenendo conto che ci si trova ad operare in una collettività ancora pesantemente traumatizzata.
 

(mp)
 
Conf. stampa: Rizza, Spagnolli e i ragazzi di Srebrenica ospiti a Bolzano (Apri l'immagine jpg, 1,688 Kilobyte, 2256 per 1496 pixel)

Conf. stampa: Rizza, Spagnolli e i ragazzi di Srebrenica ospiti a Bolzano

Žarko Zekić e Amra Nalić   (Apri l'immagine jpg, 1,437 Kilobyte, 2256 per 1496 pixel)

Žarko Zekić e Amra Nalić

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