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Aree classificate a rischio idrogeologico

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Aree a rischio - Loc. Eggental

 

Di seguito si elencano le misure di salvaguardia per le aree classificate a rischio idrogeologico secondo quanto contenuto nel DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 settembre 1998, Atto di indirizzo e coordinamento per l'individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180.
(Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5/1/99Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5-1-1999)

Le aree sono suddivise in 4 classi di rischio a gravosità crescente:

  1. moderato/a
  2. medio/a
  3. elevato/a
  4. molto elevato/a

A tali classi sono attribuite le seguenti definizioni:

  • moderato R1:  per il quale i danni sociali, economici e al patrimonio ambientale sono marginali;
  • medio R2:  per il quale sono possibili danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale che non pregiudicano l'incolumità del personale, l'agibilità degli edifici e la funzionalità delle attività economiche;
  • elevato R3:  per il quale sono possibili problemi per l'incolumità delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con conseguente inagibilità degli stessi, la interruzione di funzionalità delle attività socioeconomiche e danni rilevanti al patrimonio ambientale;
  • molto elevato R4: per il quale sono possibili la perdita di vite umane e lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione di attività socioeconomiche.
Urbanistica
Riferimenti normativi

Ambito nazionale:

La legge 18 maggio 1989, n. 183 "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della Difesa del Suolo" integrata dalla legge 3 agosto 1990, n. 253, regola gli interventi di difesa del suolo e suddivide i bacini idrografici ricadenti nel territorio nazionale.
Connessi alla legge 183/1989 sono il DPR 24 gennaio 1991 che attiene alla riorganizzazione e potenziamento dei servizi tecnici nazionali geologico, idrografico e mareografico, sismico, dighe e il DPCM 23 marzo 1990 quale atto di indirizzo e coordinamento ai fini dell'adozione degli schemi previsionali e programmatici di cui all'art. 31 della 183/89.
Il D.P.R. 7 gennaio 1992  determina i criteri di integrazione e di coordinamento tra le attività conoscitive dello Stato, delle autorità di bacino e delle regioni per la realizzazione dei piani di bacino di cui alla legge 183/89.
La legge 24 febbraio 1992, n. 225  istituisce il servizio nazionale di protezione civile "al fine di tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, catastrofi e da altri eventi calamitosi". La legge prevede un complesso sistema di programmazione e di pianificazione e di emergenza articolato a diversi livelli, nazionale, regionale, provinciale.
La legge 493/1993 prevede che i piani di bacino idrografico possano essere redatti ed approvati anche per stralci relativi a settori funzionali.
Il D.P.R. 18 luglio 1995 approva l'atto di indirizzo e coordinamento concernente i criteri guida per la redazione dei piani di bacino.
IL D.M. 14/02/97 emana le direttive tecniche per l'individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico.
A seguito di numerose frane verificatesi presso il Comune di Sarno nel maggio 1998, il 28 Luglio 1998 viene emanato il Decreto Legge 180/98 convertito con la Legge 3 agosto 1998 n.267 il quale detta misure urgenti per le zone in cui c'è pericolo di disastro idrogeologico. Tale decreto è composto da nove articoli ed è suddiviso in due parti; la prima (articoli 1 e 2 ) è dedicata alle misure urgenti per le zone in cui c'è pericolo di disastro idrogeologico e riguarda l'intero territorio nazionale, la seconda riguarda solo i comuni campani colpiti dal disastro del maggio 1998.
Il D.L. 180/98 con successive modifiche e l'atto di indirizzo e coordinamento affrontano diversi aspetti normativi sia per quanto riguarda la metodologia da applicare sia per le misure di salvaguardia da adottare. In particolare:

  • Vengono definiti gli elementi da sottoporre ad analisi di rischio.
  • Le attività di analisi sono articolate in tre fasi corrispondenti a diversi livelli di approfondimento:
    1. La fase uno vede l'individuazione delle aree soggette a rischio idrogeologico, attraverso l'acquisizione delle informazioni disponibili sullo stato del dissesto.
    2. La fase due considera la perimetrazione, valutazione dei livelli di rischio e definizione delle conseguenti misure di salvaguardia, anche al fine della definizione dei programmi previsti dal comma 2 dell'art. 1 del D.L. n. 180/98.
    3. La fase tre vede la programmazione della mitigazione del rischio. In tale fase, nelle aree perimetrate si dovrà sviluppare l'analisi fino al grado di dettaglio sufficiente a consentire l'individuazione, la programmazione e la progettazione preliminare degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, comprese le eventuali necessarie delocalizzazioni di insediamenti, ai fini anche della quantificazione del necessario finanziamento.
  • Vengono definite quattro classi di rischio idrogeologico a gravosità crescente:
    1. Moderato R1
    2. Medio R2
    3. Elevato R3
    4. Molto elevato R4
  • Nelle aree a rischio idrogeologico vengono indicati gli indirizzi per la definizione delle norme di salvaguardia.

Ambito provinciale:

Sono da richiamare soprattutto la  L.P. 11 agosto 1997, n. 13, legge urbanistica provinciale che regola la trasformazione e conservazione del territorio e la programmazione ed esecuzione delle relative opere.
Il D.P.G.P. del 23 febbraio 1998, n. 5 che emana il regolamento di esecuzione alla legge urbanistica provinciale e contiene la zonazione geologica in funzione del rischio geologico ed idrogeologico e le attività urbanistiche ed edilizie permesse in tali zone.

 
Aree a rischio - Loc. Bagni di Zolfo (Apri l'immagine jpg, 1,463 Kilobyte, 1630 per 1068 pixel)

Aree a rischio - Loc. Bagni di Zolfo

Aree a rischio - Loc. S. Osvaldo (Apri l'immagine jpg, 697 Kilobyte, 1191 per 753 pixel)

Aree a rischio - Loc. S. Osvaldo

Aree a rischio - Loc. Virgolo (Apri l'immagine jpg, 696 Kilobyte, 1191 per 761 pixel)

Aree a rischio - Loc. Virgolo

 
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