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Il ricordo di Josef Mayr-Nusser (+ 24 febbraio 1945), NOI NON TACEREMO, Nonviolenza e Totalitarismo

Sala di rappresentanza del Comune, vicolo Gumer 7

26.02.2011

Inizio ore 10.00, ingresso libero.

Manifesto: Il ricordo di Josef Mayr-Nusser (Apri l'immagine , 2,100 Kilobyte, 999 per 700 pixel)
 

C'è grande attesa quest'anno per il convegno che il Centro per la Pace di Bolzano promuoverà il 26 febbraio in occasione del ricordo della morte di Josef Mayr-Nusser, il giovane sudtirolese presidente dell'Azione Cattolica che morì di stenti il 24 febbraio del 1945 su un carro bestiame diretto a Dachau. Il 4 ottobre del 1944 Josef, sposato con Hildegard Straub e con un bambino di un anno, Albert, decide - con la sua coscienza di credente che non ammette l'esistenza di un idolo al di sopra del suo Dio - di rifiutare il giuramento a Hitler: "Non maresciallo maggiore, io non giuro a questo Führer". Venne arrestato, processato a Danzica e condannato a morte nel lager di Dachau. Morì durante il viaggio.
Grandi testimoni come Franz Josef Müller, presidente onorario della Fondazione Rosa Bianca (Weisse Rose Stiftung), che fu nel gruppo dei giovani studenti universitari di Monaco rappresentati simbolicamente da Sophie Scholl e dal fratello Hans (venne lui stesso venne arrestato e condannato) o come il simbolo del pacifismo tedesco, la nonviolenta Hildegard Goss-Mayr, che insieme al marito Jean ebbe un ruolo fondamentale per la soluzione di alcuni casi di conflitto in contesti di guerra, o come Piero Stefani, uno dei massimi studiosi italiani di ebraismo, cercheranno di approfondire il tema della resistenza nonviolenta al totalitarismo cercando di attualizzarne il messaggio in vista delle sfide che il movimento per la pace si trova ad affrontare anche oggi.

Nel pomeriggio si andrà a Stella di Renon a commemorare Josef Mayr-Nusser nella chiesa che conserva le sue spoglie.

Verrà garantita la traduzione simultanea dal tedesco all'italiano

FRANZ JOSEF MŪLLER - presidente onorario della Fondazione Rosa Bianca di Monaco. faceva parte del gruppo di studenti bavaresi che combattè il nazionalsocialismo. Era di Ulm ed era compagno di Sophie e Hans Scholl.
"Sono un sopravvissuto del gruppo della "Weisse Rose", un condannato dal "Volksgerichtshof" (Tribunale della rivoluzione di Berlino), che da solo ha condannato a morte cinquemilatrecento persone. I membri della Rosa Bianca sono stati processati a Monaco e Amburgo. Quindici appartenenti al gruppo sono stati condannati a morte e trentotto incarcerati. Alla fine della guerra siamo stati liberati dagli americani. Sono della città di Ulm, la città della famosa cattedrale gotica. Ulm è anche la città di Hans e Sophie Scholl e di sei altri giovani che con noi frequentavano il ginnasio classico, con lo studio del latino e del greco. Era un ginnasio che non aderiva allo spirito nazional-socialista e questo era molto importante per noi allievi. Voglio introdurvi subito nell'argomento della mia relazione e citare un passo sorprendente del nostro volantino n° 5 che tratta dell'Europa - questo volantino è stato scritto nel gennaio del 1943 - è un passo straordinario perché in esso i miei amici svilupparono il senso del futuro dell'Europa: "Che cosa ci insegna la fine di questa guerra che non è mai stata nazionale? L'idea imperialista del potere, da qualunque parte essa provenga, deve essere resa innocua per sempre. Un militarismo prussiano non deve più giungere al potere. Solo attraverso un'ampia collaborazione dei popoli europei si può creare la base su cui sarà possibile una costruzione nuova. Ogni potere centralizzato, come quello che lo stato prussiano ha cercato di instaurare in Germania e in Europa deve essere soffocato sul nascere. La Germania futura potrà unicamente essere una federazione. Solo un sano ordinamento federalista può oggi ancora riempire di nuova vita l'Europa indebolita. La classe lavoratrice deve essere liberata mediante un socialismo ragionevole dalla sua miserabile condizione di schiavitù. Il fantasma di un'economia autarchica deve scomparire dall'Europa. Ogni popolo, ogni individuo hanno diritto ai beni della terra! Libertà di parola, libertà di fede, difesa dei singoli cittadini dall'arbitrio dei criminali stati fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa"

HILDEGARD GOSS-MAYR - Una delle grandi testimoni del pacifismo tedesco. Insieme al marito Jean Goss, combattente nella seconda guerra mondiale (riceve varie medaglie) ha contribuito a fondare e animare il MIR (Movimento inernazionale per la Riconciliazione). Hildegard rinuncia ad una brillante carriera universitaria per dedicarsi a tempo pieno alla lotta nonviolenta per la giustizia e la pace. Jean e Hildegard girano il mondo creando e animando gruppi di azione liberatrice nonviolenta. Hanno dato un contributo essenziale alla lotta nonviolenta delle Filippine per la caduta del dittatore Marcos.

USCHI TEISSL MEDERER - Assistente pastorale, attiva nel gruppo di Pax Christi austriaco che ha lavorato per la beatificazione di Franz Jägerstätter, il contadino di Linz che si oppose a Hitler. Venne processato e condannato a morte.

PIERO STEFANI - Insegnante, scrittore, autore di numerosi volumi dedicati all'ebraismo, al dialogo fra cristianesimno ed ebraismo, alla pace, all'intercultura. E' stato direttore scientifico della Fondazione del Museo nazionale dell'ebraismo e della Shoà.

Coordinano Leopold Steurer, storico altoatesino e Francesco Comina, coordinatore del Centro per la Pace del Comune di Bolzano.

Info:
Centro per la Pace
piazza Gries, 18 (Antico Municipio di Gries)
centropace@comune.bolzano.it
Tel. 0471 402 382
Orario di apertura: da lunedì a venerdì: 9.30 - 12.30; 14.30 - 17.30
 

Logo del Centro per la Pace di Bolzano (Apri l'immagine jpg, 101 Kilobyte, 400 per 380 pixel)
 
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