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"Marianella era bella" - La straordinaria vicenda di Marianella Garcia Villas

Sala di rappresentanza del Comune, vicolo Gumer 7

Presentazione libro

29.05.2014

Ore 18.00 - Oltre all'autore, Anselmo Palini, interventi di Alberto Conci (saggista di Trento), Giulia Sevadio (avvocato)

Il logo del Centro per la Pace del Comune (Apri l'immagine jpg, 101 Kilobyte, 400 per 380 pixel)
 

Una delle grandi eroine latinoamericane del secondo Novecento. Marianella era un angelo, le sue grandi ali davano conforto ai poveri, ai contadini repressi dalla dittatura, ai perseguitati e agli oppositori politici.

Giovane e bella, Marianella era l'avvocato degli oppressi nel Salvador del terrore a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. Le sue denunce facevano tremare i palazzi. Era parlamentare, presidente della Commissione per i diritti umani. Collaborava con monsignor Romero. Dovette anche lasciare il Paese per un po' di tempo dopo la morte dell'arcivescovo (24 marzo 1980). Girò in Europa, urlò le sue denunce nei parlamenti, anche a Roma. Incontrò il presidente Pertini. Ma decise di tornare perché non poteva lasciare solo il suo popolo.

E tornò, ma nel marzo del 1984 finì in un'imboscata e venne trucidata di colpi di mitarglia da parte dell'esercito del regime, che la definì una terrorista.

Dopo il libro di Raniero La Valla e Linda Bimbi "Marianella e i suoi fratelli" ecco che la storia di Marianella viene rilanciata da Anselmo Palini nel bel libro, "Marianella Garcia Villas, avvocata dei poveri difensore degli oppressi, voce dei perseguitati e degli scomparsi".

«Questo libro ripercorre, con grande partecipazione emotiva e con sapiente penetrazione di fatti e circostanze, la vicenda umana, politica e religiosa di Marianella Garcia Villas, avvocata dei poveri e sorella degli oppressi, uccisa a trentaquattro anni in El Salvador» (dalla prefazione di Raniero La Valle).

Le sue indagini e le sue precise denunce, presentate in qualità di presidente della Commissione per i diritti umani, erano inaccettabili per la giunta militare al potere. Pertanto, come accaduto tre anni prima per monsignor Oscar Romero, con il quale aveva a lungo collaborato per difendere i diritti del proprio popolo, la sua voce venne messa a tacere per sempre.

Candidata da più parti al Premio Nobel per la pace, Marianella aveva appreso da monsignor Romero la lezione della nonviolenza, della denuncia coraggiosa e intransigente ma disarmata. Il libro intende sottrarre all'oblio il sacrificio di Marianella e ravvivare la memoria di questa martire della giustizia e della pace.

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