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Respingimento

Leggi e regolamenti di riferimento: D.Lgs. 286/1998 art. 10

La polizia di frontiera dispone il respingimento degli stranieri che si presentano ai valichi di frontiera senza avere i requisiti, ovvero documenti validi, visto d'ingresso, documentazione idonea al fine di provare lo scopo del soggiorno e l'effettiva disponibilità dei mezzi di sussistenza per il proprio mantenimento.

Il respingimento con accompagnamento alla frontiera è altresì disposto nei confronti degli stranieri:

  • che entrano nel territorio dello Stato sottraendosi ai controlli di frontiera e sono fermati all'ingresso o subito dopo;
  • sprovvisti dei requisiti per l'ingresso in Italia che siano stati temporaneamente ammessi nel territorio per necessità di pubblico soccorso.
  • che siano considerati una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato Italiano e di uno dei paesi con i quali l'Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione delle frontiere interne per la libera circolazione;
  • che risultino condannati, anche a seguito di sentenza di patteggiamento,
    per reati previsti dall'art. 380 commi 1 e 2 c.p.p. o per reati inerenti gli stupefacenti, libertà sessuale e quant'altro indicato nell'art. 4 comma 3.

Il respingimento non viene effettuato se lo straniero chiede asilo politico, o nel caso di riconoscimento dello status di rifugiato o se vi sono requisiti per l'adozione di misure di protezione temporanea per motivi umanitari. Il respingimento è impedito per legge per i minori.
Per lo straniero respinto è prevista l'assistenza sanitaria presso i valichi di frontiera.

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