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Trattenimento

Leggi e regolamenti di riferimento: D.Lgs. 286/1998 art.14

Il trattenimento è disposto dal Questore per il tempo strettamente necessario presso il centro di permanenza temporanea e assistenza più vicino quando non è possibile eseguire con immediatezza l'espulsione, mediante l'accompagnamento alla frontiera, o il respingimento perché occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identità o nazionalità, all'acquisizione di documenti di viaggio.

Il Questore, entro 48 ore, trasmette copia del provvedimento al giudice, il quale, sentito l'interessato, può convalidare il provvedimento. Quest'ultimo cessa di avere ogni effetto qualora non sia convalidato entro le 48 ore successive. Il giudice che effettua la convalida è competente anche per i ricorsi avversi al provvedimento di espulsione.

La convalida comporta la permanenza nel centro per un periodo complessivo di 30 gg.: su richiesta del Questore, il giudice può prorogare la permanenza per un massimo di ulteriori 30 gg. Anche prima di tale termine, il Questore esegue l'espulsione o il respingimento non appena è possibile, dandone comunicazione senza ritardo al giudice. Quando sono trascorsi i termini di permanenza senza che sia stato possibile eseguire l'espulsione o il respingimento, il questore ordina allo straniero, con provvedimento scritto, di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni (art. 14 comma 5-bis, D.Lgs 286/1998). Lo straniero che si trattiene oltre il termine consentito di cinque giorni, senza giustificato motivo, è punito con l'arresto da sei mesi a un anno e viene espulso con accompagnamento alla frontiera con la forza pubblica. Lo straniero espulso e ritrovato nuovamente nei territori dello Stato è punito con la reclusione da uno a quattro anni e con rito direttissimo.
Contro i decreti di convalida e proroga presso i suddetti centri, è ammesso ricorso in Cassazione.

Nel centro di permanenza temporanea allo straniero deve essere assicurata la necessaria assistenza e il pieno rispetto della sua dignità, nonché la libertà di corrispondenza, anche telefonica con l'esterno, e la libertà di colloquio con i visitatori (familiari conviventi, il difensore, ministri di culto, personale della rappresentanza diplomatica o consolare, appartenenti ad enti, associazioni di volontariato, le cooperative di solidarietà sociale ammessi a svolgere attività di assistenza secondo convenzioni stipulate precedentemente con la prefettura).

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