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Comunicato stampa: 10.11.2011 16:59
Rubrica:  [Cultura] 

Bolzano ricorda la 'Notte dei Cristalli' del 1938

Telegramma del prefetto Guglielmo Froggio del 24 giugno 1942 che chiede schedatura degli “israeliti” in vari comuni altoatesini (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali”) (Apri l'immagine jpg, 739 Kilobyte, 2455 per 1806 pixel)

Telegramma del prefetto Guglielmo Froggio del 24 giugno 1942 che chiede schedatura degli “israeliti” in vari comuni altoatesini (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali”)

 
Un fondo di atti recentemente consegnati all’Archivio storico, e in via di riordino, mostra la viva collaborazione a livello locale tra le due dittature

Anche la Città di Bolzano ricorda l'orrore nazionalsocialista della "Notte dei Cristalli" del 10 novembre 1938 e gli innumerevoli drastici provvedimenti antisemiti di quel giorno e di quelli seguenti.

Solo da poco, grazie all'impegno dell'Archivio Storico, è emerso un piccolo fondo di atti degli anni 1939-1942 che documenta anche per Bolzano una restrittiva osservanza della politica discriminante razziale sotto il regime fascista, avviata in Italia dal famigerato "Manifesto della razza" del luglio 1938 che diede inizio ad una più cruenta e sistematica emarginazione e persecuzione antisemita. Soprattutto il decreto regio del 17 novembre 1938, "Provvedimenti per la razza italiana", introdusse anche in ambito locale la privazione dei diritti a numerosi cittadini italiani.

Gli atti bolzanini mostrano con evidenza come anche qui a Bolzano un'efferata burocrazia abbia discriminato in modo ingente le persone nei loro diritti primari, sulla base di connotati puramente ascrittivi e contingenti (convinzioni religiose, parentela, orientamento sessuale, lingua e provenienza).
Molte volte solerti burocrati hanno inserito, nell'adempimento più incondizionato delle prescrizioni statali, le persone nelle liste privandole man mano dei loro diritti di base attraverso vessatori divieti coniugali e professionali, attraverso l'esclusione di bambini e giovani dalla sfera educativa-scolastica fino ad arrivare alla privazione della cittadinanza stessa.

Questo mostra quanto entrambe le dittature, dell'Italia e della Germania di allora, collaborassero quando si trattava dell'adozione di misure restrittive biopolitiche, discendenti dalla chimera della purezza razziale.
Quando i persecutori nazisti, subito dopo l'8 settembre 1943, iniziarono con le deportazioni dall'Italia, poterono affidarsi alle liste dei nomi compilate dalle autorità fasciste e poterono contare sul sostegno attivo della Repubblica di Salò. Lo stesso Lager di Bolzano fu una parte di questa politica del torto, alla quale l'Archivio Storico si è già ampiamente dedicato.

I nuovi atti emersi, del cui studio approfondito si occuperà l'Archivio Storico sotto la guida dello storico Hannes Obermair, permettono nuove deduzioni sulla comunanza delle due dittature.
 

(aa)
 
Cartella archivistica communale del 1939 (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali”) (Apri l'immagine jpg, 844 Kilobyte, 1983 per 2751 pixel)

Cartella archivistica communale del 1939 (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali”)

I famigerati “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” del 17 novembre 1938, copia dell’amministrazione municipale di Bolzano (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali (Apri l'immagine jpg, 604 Kilobyte, 2359 per 1796 pixel)

I famigerati “Provvedimenti per la difesa della razza italiana” del 17 novembre 1938, copia dell’amministrazione municipale di Bolzano (Archivio Storico Città di Bolzano, Fondo “Provvedimenti razziali

 
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